Possiamo immaginare il sistema economico come un criceto che sta correndo all’interno di una ruota girevole. Difficilmente il nostro roditore conoscerà sin dasubito il suo “ritmo aerobico” di corsa per cui dovrà arrivarci per tentativi, aumentando la sua velocità e poi rallentando per riposare. Man mano che corre, poi,allenerà il fisico e questo gli consentirà di aumentare gradualmente le sue prestazioni.

A un certo però punto interveniamo noi e decidiamo, quando il criceto inizia a rallentare, di stimolare il suo metabolismo somministrandogli dei farmaci (ad esempio delle anfetamine) in modo da migliorare le sue prestazioni.
Ciò che osserviamo è che il criceto riprende a correre più velocemente di prima, almeno sino a quando, esausto, non rallenta nuovamente e si ferma per riposare.

Durante lo sprint il criceto ha mantenuto un ritmo insostenibile per il suo metabolismo e così facendo ha consumato ulteriormente le sue energie, riempiendoinoltre i muscoli di acido lattico. Senza contare che i farmaci sicuramente non gli hanno fatto bene! Se ora il criceto è fermo ed esausto, è forse colpa del suo cattivo metabolismo oppure
una conseguenza del precedente stimolo?Può darsi che una nuova somministrazione di farmaco faccia ripartire il criceto ma il rischio è che proseguendo con le anfetamine e dovendo ogni volta aumentare le dosiper ottenere l’effetto desiderato, si rovini definitivamente la salute del roditore, provocandone la morte.
C’è chi sostiene che regolamentando le somministrazioni possiamo risolvere iproblemi del nostro roditore ma non è certo a suon di stimolanti che si ottiene un criceto sano che corre felice sulla sua ruota!
Spiegata così, non sembra troppo difficile.
E’ importante cercare di capire: il criceto siamo noi.

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