Capire come una crisi finanziaria possa trasformarsi in una depressione globale, cioè come possa trasmettersi da Wall Street a Main Street , è uno dei compiti fondamentalidella teoria economica.

Occore per prima cosa che sia il cosiddetto capitale.No, non è il denaro! O almeno non nel senso che probabilmente intendete.Nel mondo produttivo si tende a far distinzione tra beni destinati al consumo, come una pizza, una pagnotta oppure una bicicletta e altri beni che non sono direttamente consumati, ma servono alla produzione di qualcos’altro: si pensi ad esempio ai macchinari che sono all’interno degli stabilimenti industriali. Questi ultimi sono
chiamati beni capitali e la somma del loro valore economico è appunto … il capitale.Spesso e volentieri si tende a identificare il capitale con il suo corrispettivo monetario ma si commette un errore. Questo errore è tanto più grave perché può portare alla convinzione che per creare nuovo capitale sia sufficiente stampare denaro!
Anche nei corsi universitari, quando si studia il “capitale”, a volte la trattazione viene fatta in modo molto semplificato ed approssimativo. In tutti i modelli economici, il capitale, che pure è variegato ed ha una struttura ben definita viene semplicementedefinito con una variabile K, condensando in un numero, ovvero il suo valore monetario, una struttura complessa e carica di informazioni economiche .Per convincersene basta leggere il breve racconto di Leonard Read intitolato “Io, la matita” che descrive con quale complesso e decentrato sistema produttivo vengafabbricato un oggetto così semplice come una matita di grafite .

Nella storia del pensiero economico il primo ad aver studiato in modo approfondito la complessa struttura del capitale è il francese Turgot ma è con l’austriaco Eugene Bohm Bawerk a fine Ottocento che la teoria economica ha iniziato a considerare il capitale nella sua struttura temporale, non quindi come una variabile statica, e a definire una relazione tra questa struttura ed il tasso di interesse di mercato. Bohm Bawerk aveva notato come il notevole aumento di benessere che aveva caratterizzato i due secoli precedenti fosse stato contrassegnato da metodi di produzione sempre più complessi, indiretti e caratterizzati da un uso sempre maggiore di beni capitali e di tempo.

Vediamo cosa vuol dire con un esempio:

Per ottenere dell’acqua, che è un bene di consumo, possiamo agire in diversi modi:

• Andare sino al fiume ogni volta che abbiamo sete e dissetarci lì E’ un metodo
diretto ma ci consente solo di bere;

• fabbricare un secchio d’acqua e riempirlo ad ogni viaggio. E’ un metodo
indiretto e sebbene dobbiamo inizialmente spendere del tempo per costruire il
secchio, poi potremo ottenere più acqua e portarcela dietro;

• scavare un canale che porti l’acqua direttamente fino a casa. E’ un metodo che
richiede ancora più tempo ma che poi ci consente di avere tutta l’acqua che ci
serve direttamente dove ci serve.

A un sistema di produzione più lungo e articolato, quindi a più alta intensità di capitale, corrisponde quindi un maggior numero di beni di consumo prodotti ma ad un prezzo: il consumo di tempo. Passare dall’uso del secchio d’acqua alla costruzione del canale può essere, infatti, un cattivo investimento se prima di iniziare i lavori non abbiamo accumulato da qualche parte, cioè abbiamo risparmiato, l’acqua necessaria a sostenerci durante la
costruzione del canale.

Preferenze temporali e tasso d’interesse

Un altro importante contributo di Bohm Bawerk alla scienza economica consiste nell’elaborazione della cosiddetta teoria delle preferenze temporali . Non sappiamo dire se l’uomo preferisca avere l’uovo oggi oppure la gallina domani ma possiamoaffermare con certezza che, a parità di altre condizioni, l’uomo preferisca avere un
uovo oggi rispetto a poter avere lo stesso uovo, ma solo domani.

La teoria delle preferenze temporali afferma quindi che l’individuo preferisce i benipresenti rispetto a quelli futuri ma ovviamente non è in grado di dirci quanto. Infatti,ogni uomo possiede una scala di valori diversa e attribuisce più o meno importanza alfuturo. Economicamente parlando questo si traduce in un mercato con numerosi agenti economici che possono accordarsi per effettuare scambi mutuamente vantaggiosi .

Il tasso d’interesse è proprio il prezzo che si determina in questo mercato ed è ilrisultato dell’interazione tra i risparmiatori, che offrono i beni presenti e gli investitoriche li acquistano.

Tra gli anni venti e gli anni trenta del Novecento sono poi stati Ludwig Von Mises  e Friedrich Von Hayek  a raffinare la teoria e spiegare le ripercussioni di unavariazione del tasso di interesse sulla struttura produttiva.
La teoria esamina due situazioni: la prima in cui il tasso d’interesse scende perché la gente risparmia di più e la seconda in cui questa diminuzione avviene perché ilsistema bancario ha ingannato il mercato creando denaro dal nulla.

Crescita economica indotta da risparmi reali

Perché si risparmia? Sembra una domanda sciocca ma è fondamentale per comprendere questa teoria economica. La gente risparmia per tanti motivi ma se cipensate sono tutti sfumature di una unica ragione: riduciamo i nostri consumi perchériteniamo che quanto risparmiato oggi sarà utile in futuro, così come la formica della
favola di Esopo accumulava cibo durante l’estate per poi cibarsene durante l’inverno.

In generale un aumento del risparmio significa «meno consumi oggi per essere ingrado di consumare di più domani».
Difficilmente il denaro non speso viene accumulato sotto il materasso Quasi tutti questi soldi vengono invece investiti ovvero prestati agliimprenditori in cambio di un interesse. Se complessivamente stiamo risparmiando di
più, allora molto probabilmente anche l’offerta di credito aumenterà e ciò significache, a parità di altre condizioni, anche il tasso d’interesse richiesto sarà minore .

In un mercato libero la diminuzione del tasso d’interesse segnala quindi che la gente sta consumando relativamente meno (risparmia di più) oggi con l’intenzione diaumentare i suoi consumi nel futuro.

L’economia è ora pronta per crescere in modo sostenibile. Le famiglie hannosegnalato agli imprenditori di voler diminuire i consumi attuali per aumentare quellifuturi e il risparmio reale che si è creato è proprio ciò che alimenterà gli investimentinecessari per modificare la struttura del capitale e aumentare la produzione nel futuro.

Pensiamo all’esempio del canale offerto da Bohm Bawerk in precedenza.Immaginiamo che le nostre famiglie utilizzino dei secchi per portare l’acqua dalfiume alle loro case. Hanno anche costruito una cisterna in cui versare ogni giorno l’acqua non consumata in modo da avere una sorta di “salvagente” nel caso di una
qualche avversità futura. Se le famiglie “risparmiano acqua”, il livello della cisterna salirà, segnalando che ora non è più necessario destinare tutti i lavoratori alla raccolta d’acqua ma è invece sostenibile assegnarne alcuni alla costruzione del canale.
L’acqua extra liberata dalla diminuzione dei consumi è proprio quella che permette di dissetare i lavoratori impegnati nella costruzione del canale: i risparmi realifinanziano gli investimenti.

Alla conclusione dell’opera, una maggiore quantità d’acqua sarà disponibile per il
villaggio e il sacrificio iniziale si sarà trasformato in una maggiore possibilità di
consumo per tutti.

Per la prossima puntata invece la crescita economica ahimè indotta da espansione monetaria(cioè la nostra ahimè…..)

tratto e rielaborato da http://vonmises.it/2012/03/19/884/

 

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