Mi è capitato di leggere i commenti di diversi amici liberali sulle manifestazioni dei giovani per la salvaguardia del pianeta e sono rimasto abbastanza basito.
Lo scherno era il più diffuso dei commenti che andavano dal giudicare i partecipanti come cretini, fannulloni, comunisti, radical chic etc, con nessuna concessione alla loro onestà, alla voglia di esserci e anche di contestare le generazioni precedenti e la voglia di dire la loro. Ditemi chi è che da giovane non l’ha fatto, pure io ci sarei andato avessi avuto sedici anni, invece no non glielo perdoniamo e diciamo che sono figli dei fiori o usano il tema per saltare le interrogazioni..
Siamo veramente sicuri delle cavolate che diciamo? Lasciare estremisti verdi e rossi colgano i frutti di questa mobilitazione, mentre noi li giudichiamo in modo sprezzante misura solamente la nostra totale incapacità di ascolto, miopia e incapacità di strategia.
Ammetto di aver sempre avuto una sensibilità ecologica, ma questo non mi impedisce di avere una visione liberale dell’economia e testimoniare che non c’è nessun contrasto tra le due cose.
Vorrei ricordare che il ministero dell’ambiente fu fortemente voluto dal PLI, che il primo ministro dell’ambiente fu Alfredo Biondi, seguito da Valerio Zanone tutti pericolosi comunisti.
Adam Smith parla di capitale naturale stock che genera flussi e servizi ecosistemi, Ricardo e Mill parlavano di capitale naturale come crescita decrescente per risorse che diminuiscono.
Noi sappiamo che non non è così o meglio che certe risorse naturali possono essere sostituite con risorse artificiali: la scienza ha reso possibile che campi non coltivabili lo potessero diventare, abbiamo scoperto energie rinnovabili praticamente eterne, per cui l’elemento chiave rimane il grado di sostituibilità del capitale naturale il quale rimane parte del mercato e ne costituisce una parte attiva. Perchè paghiamo di più un appartamento prospicente a un bel panorama, perché i rifiuti per strada ci danno fastidio?
Il modo di rapportarsi di un liberale al mercato richiede un mercato anche delle cose negative che può funzionare in varie maniere, ma deve funzionare pena un suo fallimento.
Io non ho competenze per parlare di inquinamento o di anidride carbonica, ma ho fiducia nella scienza per cui mi affido ad essa, quindi da liberale voglio un mercato dove chi danneggia gli altri individui li ricompensi con il dovuto, perché fa parte della mia base valoriale. I temi ambientali non vanno contro il mercato, ma vanno utilizzati strumenti che riducano le negatività come raccomandano anche FMI e OCSE.
Da liberale voglio spingere perché anche noi possiamo avere una sensibilità ambientale, nell’ambito del mercato, della scienza e della razionalità anche per non lasciare uno spazio assurdo a chi sfrutta giuste istanze giovanili.

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