di Robert P. Murthy

La Teoria Monetaria Moderna (MMT) è un paradigma economico/finanziario che si diffonde ad un mondo apparentemente insoddisfatto dall’economia mainstream. Nell’ultimo anno, ho sentito un numero crescente di persone fare riferimento alla MMT: sia i fan che pensano che faccia saltare in aria le mie opinioni Austriache, o nemici che pensano che meriti una vera e propria critica.

La popolarità della MMT deriva dal suo apparente rigore matematico, dal suo disaccordo con le dottrine ovviamente imperfette dell’ortodossia standard neo-Keynesiana, e dal suo messaggio di speranza secondo cui i vincoli alla spesa pubblica sono un’illusione. I sostenitori della MMT ci dicono che i sistemi monetari fiat hanno tolto le catene associate al gold standard, e che la nostra ripresa economica è limitata solo dalla nostra incapacità di capire come funziona il settore bancario moderno e il denaro.

Dopo la mia esplorazione certamente breve, ho concluso che la visione del mondo della MMT non è all’altezza delle sue promesse. Tuttavia, come economista Austriaco, so quanto sia fastidioso quando i “pezzi grossi” della professione economica scartano la mia posizione come una sciocchezza senza nemmeno prendersi la briga di precisare che cosa ci sia di sbagliato con l’approccio Misesiano. Pertanto, nell’attuale articolo cercherò di riassumere un caposaldo della MMT piuttosto importante e mostrerò perché è fuorviante nella migliore delle ipotesi, e addirittura falso nel peggiore dei casi .

Ho perlustrato il sito di un qualche sostenitore di rilievo della MMT ed ecco la migliore spiegazione che ho potuto trovare su questo ragionamento. La citazione che segue è un pò lunga e contiene equazioni, ma riproporla è l’unico modo per essere sicuri di non travisare la posizione della MMT:

Il concetto della contabilità nazionale è il fondamento del modello entrate-spese, che è al centro della macroeconomia introduttiva. Possiamo vedere questo modello in due modi: (a) dal punto di vista delle fonti della spesa, e (b) dal punto di vista degli usi delle entrate prodotte. L’accorpamento di queste due prospettive (della stessa cosa) genera gli equilibri settoriali.

Quindi dal punto di vista delle fonti scriviamo:

PIL = C + I + G + (X – M)

la quale dice che le entrate nazionali totali (PIL) sono la somma della spesa totale dei consumi finali (C), degli investimenti privati totali (I), della spesa pubblica totale (G) e delle esportazioni nette (X – M)

[vale a dire, esportazioni meno importazioni]

.

Dal punto di vista degli usi, le entrate nazionali (PIL) possono essere utilizzate per:

PIL = C + S + T

la quale dice che il PIL (entrate) viene infine restituito alle famiglie che consumano (C), risparmiano (S) o pagano le tasse (T) una volta che sono operate tutte le distribuzioni.

Quindi, se mettiano in relazione questi due punti di vista del PIL, otteniamo:

C + S + T = C + I + G + (X – M)

Ciò può essere semplificato eliminando le C da entrambi i lati e ri-organizzato (spostando le cose, ma restando ancora conformi alle regole dell’algebra) in quello che chiamiamo la visione settoriale dei bilanci dei conti nazionali.

(I – S) + (G – T) + (X – M) = 0

Qui i tre saldi devono dare somma zero. I saldi settoriali derivato sono:

  • Il bilancio interno privato (I – S) […]
  • Il Deficit di Bilancio (G – T) […]
  • Il bilancio del Saldo Corrente (X – M) […]

Una semplificazione è quella di accorpare (I – S) + (X – M) e chiamarlo settore non governativo. Quindi si ottiene il risultato per cui il bilancio del governo è uguale esattamente a $ in cambio di $ […] il bilancio non-governativo (la somma dei saldi privati interni ed esterni). Questa è anche una regola di base derivata dalla contabilità nazionale e deve essere applicata in ogni momento.
Ai fini della nostra discussione, semplifichiamo le cose accantonando l’aspetto del commercio internazionale. (Possiamo giustificarlo considerando il mondo nel suo insieme, che ovviamente non è possibile che abbia un deficit della bilancia commerciale o un surplus della bilancia commerciale[1], e poi analizzare gli effetti delle variazioni dei deficit di bilancio totali di tutti i vari governi.)

Quindi, se accantoniamo le esportazioni e le importazioni, e riorganizziamo i termini restanti, otteniamo questa equazione:

G – T = S – I

Ovvero, la quantità di spesa pubblica meno il gettito fiscale complessivo, deve essere necessariamente uguale al risparmio privato meno gli investimenti privati. I sostenitori della MMT potrebbero esprimere sinteticamente questa relazione in questi termini:

Deficit di Bilancio del Governo = Risparmio Netto Privato.

Questa equazione è alla base del disprezzo dei sostenitori della MMT per gli appelli del tea party ad una austerità fiscale. Abbiamo ottenuto l’equazione di sopra attraverso tautologie contabili, non facendo affidamento su una particolare teoria economica, e quindi dovrebbe essere inespugnabile. E caspita, sembra proprio che se il governo dovesse ridurre il suo deficit di bilancio, allora il risparmio del settore privato dovrebbe necessariamente scendere. Orrore! Gli Austriaci stanno inconsapevolmente sostenendo la distruzione massiccia di capitale senza rendersene conto?

Naturalmente Non Avete Bisogno del Governo per Risparmiare

Quando ho incontrato per la prima volta questa affermazione — secondo cui il deficit di bilancio del governo è addirittura necessario per fornire al settore privato la possibilità matematica del risparmio netto — sapevo che c’era qualcosa che puzzava. Ad esempio, nel mio libro di testo introduttivo dedico il Capitolo 4 all’economia di “Robinson Crusoe”.

Per spiegare l’importanza del risparmio e degli investimenti in un’economia di baratto, affronto un semplice esempio numerico in cui Crusoe può raccogliere dieci noci di cocco al giorno a mani nude. Questo è il suo “reddito reale”. Ma per andare avanti nella vita, Robinson ha bisogno di risparmiare — vivere al di sotto dei suoi mezzi. Così, per 25 giorni di fila, Crusoe raccoglie come al solito le sue dieci noci di cocco al giorno, ma ne mangia solo otto. Questo gli permette di accumulare una riserva di 50 noci di cocco, che può servire come tampone per dieci giorni (a razioni dimezzate) semmai Crusoe si ammalasse o si ferisse.

Crusoe può fare ancora meglio. Si prende due giorni di riposo dall’arrampicarsi sugli alberi per raccogliere le noci di cocco (a mani nude), al fine di raccogliere bastoni e piante rampicanti. Poi usa queste risorse naturali per creare un lungo palo che aumenta notevolmente il suo lavoro futuro, in termini di noci di cocco raccolte all’ora. Questo investimento di beni capitali è stato solo possibile perché Crusoe ha risparmiato in precedenza; non avrebbe potuto andare avanti per due giorni senza mangiare se non fosse stato in grado di accumulare la sua scorta di 50 noci di cocco.

Questa è una storia certamente semplice, ma percorre i concetti di base del reddito, del consumo, del risparmio, degli investimenti e della crescita economica. Ora, in questo racconto, non ho mai dovuto ipotizzare un deficit di bilancio del governo per far “funzionare” la storia. Crusoe è in grado di vivere realmente al di sotto dei suoi mezzi — di consumare meno reddito — e quindi incanalare le risorse nella produzione di maggiori beni capitali. Ciò aumenta la sua produttività futura, portando ad un reddito (e quindi consumo) futuro più alto. Non c’è trucco, e il risparmio di Crusoe è infatti “netto”, nel senso che non è controbilanciato da un prestito di consumo stipulato col suo vicino Venerdì.

Quindi come cavolo dovremmo interpretare la proclamazione dei sostenitori della MMT per cui il “risparmio netto privato” equivale necessariamente al deficit di bilancio del governo (se ignoriamo il commercio internazionale)?

Quando ho sollevato questa domanda sul mio blog, Nick Rowe — che è un economista molto acuto — ha difeso la dichiarazione della MMT in questo modo:

Robert [Murphy]: “In particolare, penso che sia folle quando la gente dice che se il governo federale ha un avanzo di bilancio, allora per semplice contabilità il settore privato non può risparmiare.”

[Nick Rowe:] Ciò è perfettamente corretto, e standard, una volta che si fa la traduzione. Presumiamo [un’economia chiusa al commercio internazionale]. Definiamo “risparmio privato” come “risparmio privato meno investimento” […] che è come usano normalmente la parola “risparmio” i sostenitori della MMT, o a volte “risparmio netto”. Il resto poi lo sappiamo dal National Income Accounting. Y=C+I+G, e S=Y-T-C, quindi S-I=G-T.

E il gioco è fatto: quando i sostenitori della MMT parlano di “risparmio netto”, non intendono persone che risparmiano collettivamente di più rispetto a quelle che contraggono collettivamente prestiti. No, intendono persone che risparmiano collettivamente più delle persone che investono.

Non sto cercando di prendere in giro Nick Rowe, che è un economista di professione e ha scritto alcuni articoli molto precisi sulla MMT in relazione all’economia mainstream più ortodossa. Ma guardate quello che è stato costretto a scrivere: “Definiamo ‘risparmio privato’ come ‘risparmio privato meno investimenti.'” Come ho scritto nella mia risposta a Rowe, se definiamo “risparmio privato” come “risparmio privato”, allora la mia critica alla MMT regge. (Ciò dovrebbe essere divertente, tra l’altro — almeno nella misura in cui l’economia può essere divertente.)

Ora Nick Rowe ed i sostenitori della MMT hanno certamente ragione quando osservano che “il risparmio privato al netto degli investimenti privati” non può crescere senza un deficit di bilancio del governo (di nuovo, se ignoriamo il commercio estero). E allora? Il vantaggio di tutto il risparmio privato è che permette maggiori investimenti privati.

Questo è il problema fondamentale quando si fa affidamento a tautologie macro-contabili; le persone spesso introducono argomenti causali da teorie economiche senza rendersene conto. Guardiamo di nuovo all’equazione che causa tanta confusione:

G – T = S – I

In qualità di economista di libero mercato, non ho bisogno di scappare da questa tautologia. Posso usarla per sottolineare la famosa critica dello “spiazzamento” causato dalla spesa a deficit del governo. In particolare, se la spesa pubblica (G) aumenta, mentre le entrate fiscali (T) rimangono le stesse, allora la parte sinistra dell’equazione diventa più grande, poiché il deficit di bilancio del governo cresce. Così la contabilità ci dice che anche la parte destra deve diventare più grande. Può accadere in parte perché la gente riduce i consumi e risparmia di più (a causa dei tassi di interesse e la loro aspettativa di oneri fiscali più elevati in futuro), ma può anche accadere perché gli investimenti nel settore privato diminuiscono. In altre parole, mentre il governo prende in prestito e spende di più, l’equazione ci dice che potremmo vedere minori consumi privati, tassi di interesse in aumento, e risorse reali sottratte agli investimenti privati ed incanalate in progetti di spesa per ottenere il consenso popolare in vista delle elezioni. Posso benissimo raccontare la mia “storia” dei pericoli della spesa a deficit del governo con quella equazione.

Ovviamente, i Keynesiani ed i sostenitori della MMT dipingerebbero un esito diverso con una maggiore spesa pubblica nel nostro attuale contesto economico, ma questo non è proprio il nostro punto. Il mio punto è che le tautologie contabili sulle entrate nazionali non sono una buona critica del tea party, dopo tutto. Quelle equazioni sono altrettanto coerenti con le teorie economiche che sostengono che i tagli alla spesa pubblica porteranno ad una crescita economica più rapida. I fan della MMT dovrebbero quindi smettere di indicare quelle identità come se dimostrassero l’inutilità dell’austerità del governo durante una recessione economica. Quelle tautologie, e le amate equazioni dei tre settori, sono coerenti con l’economia post-Keynesiana e del tea party.

In ultima istanza, per illustrare il non sequitur delle equazioni che coinvolgono i deficit di bilancio del governo, si noti che potremmo fare la stessa cosa con, diciamo, Google. Tornate indietro attraverso tutte le equazioni di sopra, e ridefinite G come “la spesa totale di Google.” Allora C sarebbe “la spesa totale al consumo del mondo tranne Google”, e così via.

Dopo aver fatto questo, saremmo in grado di dimostrare — con certezza matematica — che a meno che Google non sia disposto a sprofondare nel debito il prossimo anno, il “mondo tranne Google” non sarebbe in grado di accumulare asset finanziari netti, nel modo in cui i sostenitori della MMT definiscono questo termine. La risposta corretta a questa (perfettamente valida) osservazione è, Chi se ne frega?[2]

Non Tutta la Spesa e le Entrate Sono Create Ugualmente

Finora ho accettato le premesse della MMT secondo i suoi termini, e ho dimostrato che spesso i sostenitori della MMT contemplano di gran lunga le loro relazioni contabili neutre di quanto sia giustificato dalle relazioni stesse. Tuttavia, in questa ultima parte voglio far notare qualcosa di ancora più sottile.

Un modo per descrivere la MMT è che è un modello “nominale” dell’economia, che guarda ai flussi di denaro senza indagare troppo in profondità sul significato economico dietro i flussi. Questo articolo è già lungo, quindi lasciatemi illustrare il problema con un’analogia.

Supponiamo che Tabitha abbia un reddito di $100,000, di cui ne consuma $90,000. Tabitha prende i suoi risparmi per $10,000 e li presta al 5% di interesse a Sam, che firma una cambiale in cui promette di pagare $10,500 a Tabitha entro 12 mesi.

Ora fermiamoci e chiediamoci, Tabitha ha risparmiato denaro in questo scenario? Sì, certo che l’ha fatto. Un’altra domanda: Tabitha ha accumulato asset finanziari netti? Sì, certo che l’ha fatto: è in possesso di una cambiale giuridicamente vincolante di Sam, che possiede un valore corrente di mercato di $10,000 e crescerà di valore nel tempo mentre si avvicina la data di ripagamento. (Variazioni nella solvibilità di Sam e nei tassi di interesse, naturalmente, potrebbero infliggere plusvalenze o perdite sul capitale durante questo periodo.)

Ora modifichiamo lo scenario. Supponiamo che Sam progetta di raccogliere il denaro necessario per ripagare il suo prestito con la vendita di servizi a Tabitha. Per esempio, supponiamo che Sam utilizzi il prestito da $10,000 per acquistare attrezzatura che userà per svolgere un lavoro di giardinaggio per Tabitha nel corso dell’anno. Tabitha ogni mese paga una tariffa a Sam per i suoi servizi, e dopo il 12° mese di Sam prende queste tariffe, che sono pari a $10,500, e le riconsegna a Tabitha.

In questo scenario rivisto, è ancora vero che Tabitha abbia acquisito un patrimonio finanziario netto quando ha comprato la cambiale da $10,000 da Sam? Sì, certo. Tabitha ha acquistato volontariamente i servizi di giardinaggio da Sam; il flusso di denaro avanti e indietro è una comodità contabile. Economicamente, quello che è successo è che Tabitha ha scambiato in anticipo uno stock di merce presente per un flusso di servizi nel corso dell’anno.

Ora modifichiamo lo scenario per l’ultima volta: Supponiamo che Tabitha presta $10,000 a Sam, che le dà una cambiale promettendo $10,500 entro 12 mesi. Dopo che l’anno è passato, Sam si avvicina a Tabitha e le punta una pistola al ventre, chiedendole $10,500 in contanti. Lei glieli consegna, e poi lui glieli riconsegna e strappa la sua cambiale.

In questo scenario, Tabitha ha acquisito un patrimonio netto finanziario quando ha originariamente prestato i soldi a Sam? No, non proprio — soprattutto se avesse saputo come egli pensava di “rimborsarla”. In questo caso, i risparmi per $10,000 di Tabitha sarebbero stati semplicemente confiscati da Sam. Può imbastire la farsa di darle una cambiale e poi derubarla in futuro per “rimborsarla”, ma economicamente ciò equivale semplicemente ad una rapina di $10,000. Dal punto di vista di Tabitha, i suoi risparmi per $10.000 sono scomparsi, mentre il consumo di Sam può aumentare di $10,000 senza far aumentare il suo debito.

Ora espandiamo i gruppi. Invece di Tabitha, consideriamo il gruppo di tutti i Contribuenti. E invece del singolo ladro Sam, consideriamo l’istituzione dello Zio Sam. I sostenitori della MMT ci dicono correttamente che i Contribuenti non possono accumulare “asset finanziari netti” — vale a dire, sulla base dei flussi delle entrate che hanno origine al di fuori del gruppo — a meno che lo Zio Sam non incorra in deficit ed emetta bond.

Ma qual è lo scopo di accumulare bond che saranno solo rimborsati quando lo Zio Sam in futuro raccoglierà coercitivamente i fondi necessari provenienti dallo stesso gruppo di Contribuenti? Ogni singolo contribuente può legittimamente guardare ad un bond del Tesoro come ad un patrimonio netto, perché il suo contributo fiscale non varierà in modo significativo sulla base delle sue decisioni di investimento in titoli del Tesoro. Ma il settore privato nel suo complesso non deve ingenuamente pensare che se il governo incorre in un deficit da $1.6 biliardi quest’anno, ciò preannuncia una pioggia di nuove entrate che scorrerano “nel settore privato”.

Spero di aver convinto il lettore che c’è qualcosa che puzza molto nelle conclusioni della MMT per quanto riguarda il risparmio privato ed i deficit di bilancio del governo. L’errore viene insinuato con l’equazione PIL = C + I + G + (X – M). L’unica giustificazione per misurare la “produzione” (lato sinistro) con la somma della spesa (lato destro), è che in uno scambio di mercato il “valore” di qualcosa è ciò che l’acquirente spende per esso.

Tuttavia, se il governo può aumentare le entrate attraverso le tasse presenti o prendendo in prestito ora e pagando tramite le imposte future, allora questa giustificazione cade. Semplicemente, non è vero che $1,000 in consumo privato o spesa per investimenti sono una quantità di “produzione reale” che equivale a $1,000 spesi da burocrati i quali hanno raccolto tale denaro senza il consenso dei loro “clienti” e che possono operare sotto un processo di appropriazione chiamato “usali o perdili”.

https://www.francescosimoncelli.com/2012/01/il-mondo-alla-rovescia-della-mmt.html


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