Stiamo correndo un grosso rischio di stagflazione(inflazione e disocuppazione insieme)

Mi sembra il caso di riportare l’opinione non ortodossa e controcorrente del prof. Daniel Lacalle(spagnolo anche se il nome sembra francese).

In tutto il mondo i governi di diversa tendenza politica e le banche centrali stanno affrontando la crisi con tre tipologie di provvedimenti:

  1. enormi iniziazioni di liquidità, riduzione dei tassi a sostegno dei mercati e del credito
  2. programmi fiscali senza precedenti volti a fornire prestiti e sovvenzioni per l’economia reale
  3. grandi programmi di spesa pubblica, fondamentalmente misure assistenziali e di spesa pubblica

Tuttavia per quanto queste misure siano animate da buone intenzioni, potrebbero creare più problemi di quelli che sono in grado di risolvere. Quando i governi cercano di aumentare artificialmente il debito e la domanda il rischio è quello di creare una spirale deflazionistica massiccia, seguita dalla stagflazione quando le catene di approvvigionamento iniziano ad essere insufficientemente flessibili.

A una crisi sanitaria si è aggiunto uno shock dell’offerta a causa della chiusura forzata dell’economia. Pertanto le politiche volte a sostenere la domanda hanno scarsi effetti, poiché qualsiasi domanda domanda creata artificialmente non sarà seguita dall’offerta, almeno finché l’economia resterà chiusa.

Considerando che l’apertura sarà graduale e soggetta a cambiamenti si può affermare con un ragionevole grado di certezza che il rischio di ottenere risultati molto scarsi da questi stimoli è molto elevato.

I governi commettono in particolari due gravi errori: pensare che l’impatto sia simile per tutti i settori e credere che l’arresto dell’economia possa essere recuperato rapidamente. Alcuni settori avranno bisogno di anni per riprendersi: Viaggi, tempo libero, settore automobilistico, moda, musica, cinema.

l collasso degli utili e del flusso di cassa , seguito dal più che probabile aumento delle tasse che vedremo creeranno enormi problemi per la ricerca e lo sviluppo, per l’innovazione e la tecnologia.

Il settore finanziario era già debole nel 2019, con tassi negativi, prestiti in sofferenza in aumento e un scarso rendimento delle attività materiali.

L’impatto della crisi sarà tremendo sulle risorse esistenti, con prestiti in sofferenza che aumenteranno ancora di più. Se a questo aggiungiamo che la maggior parte dei provvedimenti di incentivi dei governi riguardano prestiti per le aziende che già da anni affrontano difficoltà, la tensione sulle banche sarà molto significativa e potrebbe portare a una crisi finanziaria dopo uno shock dal lato dell’offerta.

Le misure chiave per affrontare uno shock dell’offerta con un blocco forzato, devono essere misurate dal lato dell’offerta, eliminando le tasse durante il blocco, ridurre la spesa pubblica per far fronte alle spese sanitarie più elevate, fornire liquidità a fondo perduto per preservare il tessuto aziendale, oltre a fornire attrezzature e protocolli sanitari alle aziende per garantire il sistema di approvvigionamento.

Alcuni governi come gli Stati Uniti stanno prendendo misure sia dal lato della domanda che dell’offerta. Altri come i governi della zona euro tranne la Germania si stanno concentrando su misure volte a dare agevolazioni creditizie e aumento dei consumi. Tenendo conto di queste misure, considerando il crollo dell’attività economica, dei profitti delle società, dei salari, delle entrate fiscali che ci saranno è probabile che il rapporto debito pil mondiale si attesti sul 350%. Ciò significa che la stragrande maggioranza dei pacchetti di stimolo, sarà mirata a finanziare un debito più elevato in spesa corrente, mentre le piccole e medie imprese che tendenzialmente hanno scarso accesso al credito e soprattutto assets da mettere a garanzia scompariranno.

Quando i governi e le banche centrali annunciano stimoli ingenti all’inizio di una crisi, significa che puntano a una pronta ripresa con conseguente ritorno alla normalità come se niente fosse successo. Se lo stimolo invece alimenta una ripresa lunga e dolorosa si può generare una deriva deflazionistica a breve che probabilmente sarà affrontata con altri stimoli monetari e fiscali che genereranno stagflazione.

Tutto ci mostra che l’economia si è ripresa in modo lento e doloroso dalle crisi passate, tuttavia nessuna di esse può essere paragonata a questa. Non abbiamo assistito a un arresto globale dell’economia e la politica non ha nessuna idea di quelle che potranno essere le conseguenze a medio lungo termine, quindi raddoppiare il debito e la liquidità sembra pericoloso.

Nella sostanza quale sarebbe il processo che ci porterebbe dalla deflazione alla stagflazione:

  1. la crisi causata dalla pandemia e chiusura di intere economie ha un effetto domino causando tensioni sulle catene di approvvigionamento e un domino di eventi creditizi in settori fortemente indebitati
  2. I governi salvano ampi settori dell’economia e quelli strategici con ingenti prestiti, sovvenzioni e misure fiscali, ma lasciano alle loro spalle la conservazione delle catene di approvvigionamento a livello globale. Man mano che la crisi si acuisce e dura a lungo, i governi accentuano le misure protezionistiche e interventiste che erodono ulteriormente le catene di approvvigionamento. Questo periodo è deflazionistico perché la velocità del denaro crolla, gli investimenti si fermano, i consumi diminuiscono e i cittadini cercano di trattenere i piccoli risparmi che hanno.
  3. La spirale deflazionistica è affrontata con più liquidità e debito, ma ormai le catene di approvvigionamento sono state irrimediabilmente danneggiate e le misure interventiste aumentano l’inflazione di beni e servizi essenziali. l’economia rimane in stagnazione, ma i prezzi aumentano.

La mia speranza è di sbagliarmi,ne sarei enormemente felice.

Il blocco della pandemia ci sta mostrando l’importanza di avere catene di approvvigionamento aperte, aziende diversificate, globali ed efficienti nonché servizi competitivi. Mostra anche l’importanza della collaborazione.

La risposta locale deve mirare a garantire un rapido recupero dei lavori persi preservando il tessuto aziendale e garantendo che le aziende dispongano delle attrezzature e dei protocolli per essere più forti.

Tratto da https://www.dlacalle.com/en/massive-stimulus-may-boost-inflation-the-wrong-way-stagflation/ (in inglese)