Crisi economica da Corona Virus

La salute è la cosa più importante in questo momento e ogni sforzo per preservarla va perseguito senza esitazioni e con la massima determinazione, ma non bisogna nascondersi il disastro economico a cui stiamo andando incontro a mio modo di vedere molto peggiore di quello che ci viene dipinto. Dai dati di dominio pubblico i giorni lavorativi su cui viene calcolato il PIL sono 250 quindi ogni settimana viene prodotto circa il 2% del PIL, quindi a un primo calcolo molto a spanne dall’inizio della crisi abbiamo perso almeno il 5% del PI, anche se rischia di essere una stima più per difetto che per eccesso. I provvedimenti fin qui presi dal governo vanno nella direzione giusta dalla sospensione dei versamenti di imposte e contributi, delle cartelle esattoriali, ai provvedimenti sul lavoro, sulla cassa integrazione nei settori non prevista etc.. A mio modo di vedere per rimetterci in marcia abbiamo bisogno di altre cose molto meno popolari

  1. recuperare almeno in parte la produzione e le ore di lavoro perse durante il mese di agosto dove di solito quasi tutto si ferma. Questo rischierà di danneggiare ancora di più il settore turistico che sarà quello dove bisognerà intervenire con aiuti di straordinaria rilevanza
  2. Abolire la cosiddetta quota 100 un provvedimento clientelare con nessuna logica economica che non produce nulla di buono e il quantum risparmiato darlo per sostenere i lavoratori dei settori in crisi
  3. Basta aiuti al pozzo senza fondo di Alitalia e darne i risparmi ai lavoratori dei settori in crisi
  4. E’ molto difficile, ma se si riuscisse a pagare tutti i debiti della pubblica amministrazione si darebbe un grande segnale

La flessibilità che ci è stata dalla commissione europea è una cosa buona, ma i fondi andranno reperiti sui mercati finanziari e allo stato attuale risparmiatori e fondi propendono a minimizzare i rischi. Se costoro vedono che siamo credibili, agiamo in modo equilibrato e responsabile saranno indotti ad aprire il portafoglio, altrimenti il scenario greco e la Troika è sempre dietro l’angolo. Ricordiamoci poi che i debiti che abbiamo contratto andranno ripagati e che non abbiamo più Mario Draghi alla BCE.